The Battle of the Labyrinth (Percy Jackson and the Olympians, Book 4) - Rick Riordan 3.5/5

Ero indecisa se dargli tre o quattro stelline, quindi alla fin fine trovo un compromesso in tre stelle e mezzo.
Ci sono cose in questo libro che mi sono piaciute, e cose che invece mi hanno annoiato parecchio quindi non me la sentivo proprio di dare quattro stelle tonde tonde. L'inizio ad esempio è di una lentezza spaventosa, per quasi 100 pagine non succede quasi niente o quel poco che succede è noioso. Mi è piaciuto rivedere Nico, anche se mi dispiace vedere che diventa sempre più emo con il completo nero e i capelli un pò alla punk mentre all'inizio prometteva così bene il figlio di Ade che gioca con quella sottospecie di figurine. Sono contenta che abbiano finalmente trovato Pan, anche perché la ricerca di Pan sembrava essere stata messa lì un pò per sbaglio nel primo libro (per dare un perché a Grover insomma) ma poi non se ne è mai fatto niente fino ad ora, e meno male (Il Dodo tra parentesi era divino, ne voglio uno anche io.. si può tenere come animale domestico?).
A proposito di Grover, la ninfa ragazza di Grover è apparsa decisamente dal nulla ma perché? cioè che bisogno c'era di accoppiare tutti i personaggi a forza? E parlando proprio di questo citiamo anche Annabeth. Insomma, non ha detto a Percy della profezia perché non sapeva che si riferiva a Percy o Luke? evvai Annabeth, e dire che mi piacevi anche nel primo libro ma trovo proprio difficile sopportarla quando difende Luke.
Il colpo di scena di Dedalo mi è piaciuto, anche perché una buona parte delle cose di Percy Jackson si intuiscono un pò troppo facilmente invece questa era stata ben celata (anche se era palese che Quintus non fosse un cattivo, visto che tutti fin da subito erano convinti che lo fosse! e si sa, in ogni libro che si rispetti i protagonisti non arrivano mai alla soluzione giusta prima delle ultime pagine deli libro).