The Perks of Being a Wallflower - Stephen Chbosky We accept the love we think we deserve.

Ammetto che mi aspettavo molto di più da questo libro e che quindi una volta finito si è rivelato una mezza delusione. Diciamo c he il voto sarebbe più un 3.5 che un 3 tondo tondo ma il succo rimane lo stesso, in questo libro c'è qualcosa che proprio non mi ha preso. Non so bene neanche spiegare cosa sia perfettamente, certo ci sono state cose che proprio non mi andavano giù ma in generale sembra che la trama si trascini a fatica verso la fine con pochissimi picchi di interesse.
Charlie è un protagonista che anche se non riesce a risultare antipatico è un pò troppo fuori dal mondo. Si comporta come avesse otto anni, davvero! Ho dovuto leggere più volte il pezzo in cui diceva di andare in prima superiore perché non ci potevo credere. Nessun ragazzino, per quanto strano, traumatizzato e metteteci quello che volete si comporta da bambino di otto anni quando ne ha quindici!
Ci sono un sacco di momenti "drammatici" in cui giuro avrei voluto immedesimarmi in Charlie (cosa che di solito mi riesce anche troppo facile) e provare quello che provava lui ma.. niente! lui non fa altro che piangere, rimarcando il fatto che sembra un bambino di otto anni e non un ragazzo quasi adulto e quindi mi riusciva impossibile immedesimarmi in lui e spesso anche fregarmene dei suoi dolori. Che poi tutto quello che è successo con la Zia e con la famiglia non spiega perché Charlie sembri autistico senza esserlo, perché il suo insegnante gli dica che è un genio ma passa sempre per stupido e perché nonostante passi per il ragazzino piccolino e gracile le dia agli altri manco fosse Rambo. Lo stile del libro è anche interessante, e mi ha coinvolto abbastanza fino a metà ma poi è stato un calando e neanche il finale lo ha salvato.