The Girl Who Played Go - Shan Sa, Adriana  Hunter 3½ / 5

<< Voglio rientrare in Manciuria e ritrovare casa mia, la mia tavola da gioco. In Piazza dei Mille Venti, aspetterò il giocatore, lo Sconosciuto. So che verrà da me, un pomeriggio, come la prima volta.>>

Mi ero avvicinata a questo libro prima di tutto perché mi piace il Go e quindi il titolo mi aveva subito attratto. L'idea che mi ero fatta vedendo i POV alternati della cinese e del soldato giapponese era che ogni capitolo, ogni cambio di punto di vista narrante, fosse una mossa nella loro partita che alla fine ci avrebbe dato un vincitore. Non è così purtroppo, è tutto un gran caos.
Lei prima di tutto è viziata e lagnosa, l'ho trovata quasi insopportabile. Critica la sorella maggiore che si piange addosso perché il marito la tradisce, lei è convinta che al contrario della sorella saprà essere abbastanza forte da costruirsi la propria felicità. E' talmente ingenua da non capire neanche che la felicità non dipende solo da sé stessi, tanto che quando è lei ad essere tradita sono stata contenta che sperimentasse a sua volta cosa vuol dire. Per tutto il libro non fa altro che fuggire, dalla famiglia, dagli obblighi, sta con un Min solo perché vuole che Jing si ingelosisca e la ami di più, che senso può mai avere questo? Difatti si innamora del soldato di cui non sa neanche il nome, e sembra amarlo per lo più solo perché è la sua unica ancora di salvezza. Leggendo in giro ho sentito paragonare la loro storia d'amore a quella di Romeo e Giulietta, ed in effetti è vero la loro storia d'amore è fulminante come quella di Romeo e Giulietta ( nel senso che solo in certi libri due persone decidono di fuggire insieme conoscendosi così poco tanto che lei continua a chiamarlo "lo sconosciuto" fino alla fine) ed è anche vero che muoiono insieme ma quello dei due protagonisti del libro di Shan Sa io non so neanche se definirlo amore, da parte di lui sopratutto sembra solo un'ossessione.