The Book Thief - Markus Zusak
Ho odiato le parole e le ho amate

Per conto mio, mi piace immaginare che dia un breve sguardo al muro, alla nuvola di Max Vandenburg, al suo sole con i raggi e alle figurine in marcia verso di lui. Poi guarda i suoi penosi tentativi di lettura delle parole scritte sul muro. Vedo il Führer scendere i gradini dello scantinato con i guanti da boxe legati insieme e appesi con noncuranza intorno al collo. E la ladra di libri legge e rilegge e rilegge la sua ultima frase, per ore.


Come è difficile recensire questo libro! Mi ha lasciato addosso una marea di sensazioni ma dopo averlo chiuso è davvero difficile metterle a parole (al contrario di Liesel sembra proprio che io non sia una scultrice di parole xD).

Io ho trovato il modo di scrivere di Markus Zusak delizioso oltre che piuttosto originale, immagino che molti abbiano storto il naso per colpa dei vari inizi di capitolo che spesso spoileravano il capitolo intero o addirittura ad un certo punto il finale del libro stesso. Io invece li ho trovati geniali, si potevano assaporare e capire veramente certi momenti solo sapendo come sarebbe andata a finire la storia. L'idea poi di far raccontare alla Morte le vicende di Liesel mi è piaciuta molto, non sarebbe stata la stessa cosa con la Ladra di libri come narratrice, semplicemente non avrebbe funzionato.

Ammetto che non era difficile intuire il finale, anche prima che Zusak ne spoilerasse buona parte a metà libro, non so perché fin dall'arrivo di Max ed anche quando Liesel lo vede marciare verso il campo di concentramento ero sicura, assolutamente certa che non sarebbe morto. Perché un conto è farci affezzionare a tutti quei personaggi tedeschi, farceli amare e poi distruggerli tutti in una sola notte di bombardamenti, ma che finale avrebbe potuto esserci se avesse ucciso anche Max e Liesel?
Non è un libro per tutti però, il finale è ben lontano da essere un finale allegro ed in certi punti alcuni potrebbero definire questo libro un pò troppo sentimentalista ( io ad esempio ho apprezzato ma trovato poco realistica la scena in cui Rudy appoggia un orsacchiotto di peluches sul corpo di un soldato inglese morente ) ma infondo quando si racconta una storia ambientata in quegli anni trovo davvero difficile basarla solo sui fatti nudi e crudi, un pò troppo crudi per chiunque in effetti, senza lasciarsi andare ai sentimenti.



Passarono le settimane e i mesi, e la guerra. Nei momenti di maggiore sconforto Liesel ricordava i suoi libri, in particolare quelli scritti appositamente per lei, e quello che le aveva salvato la vita. Un giorno tornò persino nella Himmelstrasse a cercarli, ma non era rimasto più nulla. Non c'era rimedio per quanto era accaduto: ci sarebbero voluti decenni, ci sarebbe voluta una lunga vita.