Mockingjay - Collins Suzanne <>

Questo libro si riassume in una parola; noia.
Volevamo vedere tutti la rivolta, ed invece la presa di Capitol City neanche la vediamo perchè la cara Katniss porta tutti i suoi amici in una missione suicida decimandoli ma poi altro che uccidere il Presidente Snow, preferisce fare la fine dell'oca arrostita; "I compagni che abbiamo perduto non erano stupidi. Sapevano quello che facevano. Ti hanno seguita perché credevano che saresti davvero
riuscita a uccidere Snow" .. peccato che si sbagliavano!
Finnick è il mio personaggio preferito fin dal secondo libro, mi è dispiaciuto vederlo morire ma sopratutto mi è dispiaciuto perché è morto veramente per niente e ho trovato un pò troppo forzato il suo matrimonio con Annie.
Sono contenta che i due si amino e tutto, e la loro storia d'amore a me sembra molto più profonda del triangolo Peeta/Katniss/Gale, ma cavolo lui va in TV e spiattella tutti i segreti di Capital City, cosa dovrebbe mai succedere? Ci si aspetterebbe che Snow prenda Annie, visto che comunque lei non basta a controllare Finnick, e la uccida pubblicamente per fargli capire chi comanda ed invece no, semplicemente gliela lascia salvare.. è bello ma troppo irrealistico (e il realismo era un tempo la parte di forza di HG). Johanna mi piace, come mi piaceva nel secondo libro, mi sembra l'unica (assieme a Finnick) che sembra essere veramente stata nell'arena, aver ucciso ed esserne rimasta sconvolta. Katniss ripensa spesso a quello che le è successo durante i giochi, ma generalmente ricorda i vari sbaciucchiamenti con Peeta.. avanti, hai ucciso e rischiato di morire più volte, è naturale che tu sia almeno un pò sconvolta!
E qui arriviamo a Katniss. Tutti sembrano adorarla, io invece non la sopporto più.. eppure nel primo libro la trovavo ottima e nel secondo libro non mi era scaduta tanto. Ma qui? Non fa altro che lamentarsi, ci sono gli ordini me lei li ignora anche quando potrebbe benissimo seguirli, preferisce comunque sentirsi sopra le righe perché sa che è impotante e nessuno le farebbe mai niente. Ama Peeta ma non sa se lo ama davvero (deve ricordarglielo Finnick, perchè lei altrimenti non lo sa neanche) però dato che Peeta ora come ora è un pò andato non c'è niente di male se si limona Gale nel frattempo, no? E ci rimane male quando Peeta, o meglio la versione malvagia di Peeta come direbbe Johanna, dopo aver saputo da Capitol City che lei mentre stava con lui e lo sfruttava quando ne aveva bisogno (ammettiamolo, quando aveva bisogno di coccole e baci vedasi treno per gli HG e c'era solo Peeta non si è fatta problemi ad usarlo) ma Peeta mica sapeva dei suoi sbaciucchiamenti con Gale. Ovvio che poi glielo rinfacci, e il "Be’, sei una bella stronza, non ti pare?" non poteva essere più azzeccato.
Insomma, al posto della Katniss combattiva del primo libro ora abbiamo una ragazza che pensa solo a sè stessa, che vorrebbe farsi Gale e Peeta a seconda di quale dei due sia più a portata di mano, e che si piange addosso talmente tanto da far venire un esaurimento. Il personaggio peggiore comunque è Gale per me, e non c'entra nulla con il finale che invece io ho trovato coerente con il personaggio per lo meno: per Gale erano tutti sacrificabili alla fin fine e ha dimostrato che quelle del Distretto 2 non erano solo parole al vento per fare lo spaccone. Non l'ho mai considerato troppo, non è che abbia avuto molto spazio negli altri libri, ma quando ha avuto finalmente la sua entrata in scena l'unica cosa che fa è provarci con Katniss in ogni secondo. Sa che lei ama Peeta probabilmente, ma al contrario di Peeta non gliene importa niente.
Il finale poi? Partiamo con le ovvietà; i ribelli hanno vinto, ma va? Ovvio che avrebbero vinto! Non grazie a Katniss però visto che lei non ha fatto altro che drogarsi di morfina e mangiare cibo in scatola per tutto il libro. Sinceramente mi aspettavo trovasse un modo di far fuori Prim (anche se l'ho trovato un pò troppo senza senso, insomma mandare una bambina di tredici anni in prima linea a fare il medico? Non ha nessun senso) e che lei finisse con Peeta ma renderla una pazza instabile non me lo aspettavo.
Ho apprezzato che Katniss finalmente mostrasse il dolore che una persona prova dopo aver affrontato i giochi, un dolore che non può portare umanamente ad un lieto fine che sarebbe stato troppo irrealistico. Per quanto riguarda la storia d'amore e il super discusso (almeno in questo libro) triangolo ero sicura fin dal primo libro che tra Peeta e Gale avrebbe scelto Peeta. Da un lato le sta bene che Gale l'abbia snobbata nel finale, perché Katniss ha sempre tenuto un piede in due scarpe e ha sempre sperato di poter avere entrambi senza dover scegliere. Così però sembra che abbia scelto Peeta solo perché Gale non l'ha voluta più nel finale, anche se lei dice che prima o poi avrebbe scelto comunque Peeta.. beh è da vedere questo. Gale comunque mi è scaduto tantissimo in questo libro, sopratutto nel finale. Se amava davvero Katniss, cosa che io non credo, perché quando lei praticamente impazzisce e non è più la strafiga di prima lui improvvisamente fugge e l'abbandona lasciandola sola? L'impressione che ho avuto è che Katniss fosse piuttosto frivola e calcolatrice con i suoi sentimenti, cosa che le rinfaccia prima Peeta, poi Gale (Oh, io lo so già. Tra noi due, Katniss sceglierà quello che ritiene indispensabile alla sua sopravvivenza.) e pure Haymitch (Cosa c’è, dolcezza? Ancora problemi coi ragazzi? ) e lei ha pure il coraggio di sentirsi offesa dalla verità che le viene sbattuta in faccia.
<< Ho preso spunto dal libro delle piante che appartiene alla nostra famiglia, nel quale abbiamo annotato ciò che non si può affidare soltanto alla memoria. In cima alla pagina ci sarà l’immagine della persona, una foto, se riusciamo a trovarla. In caso contrario, uno schizzo o un dipinto di Peeta. Poi, nella mia migliore grafia, riporterò tutti quei particolari che sarebbe un delitto dimenticare. Lady che lecca la guancia di Prim. La risata di mio padre. Il padre di Peeta coi biscotti. Il colore degli occhi di Finnick. Quello che Cinna era in grado di fare con uno scampolo di seta. Boggs che riprogramma l’Olo. Rue in equilibrio sulle punte dei piedi, le braccia un po’ allargate, come un uccello sul punto di prendere il volo. Alla fine, Haymitch si unisce a noi, partecipando con ventitré anni di tributi ai quali è stato costretto a fare da mentore. Col tempo, le aggiunte si riducono. Un vecchio ricordo che ritorna. Una primula tardiva conservata tra le pagine. Curiosi brandelli di felicità, come la foto del figlio appena nato di Finnick e Annie. >>