La ragazza dello Sputnik - Haruki Murakami, Giorgio Amitrano Sogno. A volte mi sembra che sia l'unica cosa giusta da fare.
3.5/5

Bello fino a quasi alla fine, ma l'entrata in scena del fattore "sovrannaturale" non mi ha convinto troppo. Per spiegarci meglio, mi è sembrato quasi come barare. Lo scrittore si è ficcato in una situazione difficile da risolvere e quindi ricorrere al sovrannaturale, con Sumire che è sparita ma in realtà è andata dall'"altra Myu" dall'altra parte dello specchio. In realtà non ci sono prove tangibili che questo sia accaduto veramente, Sumire potrebbe anche esserci lanciata veramente nel mare o essersi uccisa da qualche parte in Grecia ma non è stata vista in nessun traghetto, non ci sono pozzi in cui cadere lì e sopratutto se fosse annegata in mare il suo corpo (dopo tre settimane) sarebbe tornato a riva.
Insomma Sumire è sparita nel nulla, a voler credere alla storia del protagonista è davvero andata dove lui non può raggiungerla (chiamasi egoismo, dopo che lui ha praticamente vissuto per lei Sumire pensa bene di abbandonarlo a sè stesso sapendo di essere la sua unica amica) oppure a non voler credere a quella teoria Sumire è semplicemente sparita e Murakami non ci dice neanche dove diavolo è andata a finire lasciandoci con questo finale un pò dubbio.
Ho letto il libro perché mi piace molto come scrive Murakami, mi piacciono molto in generale gli scrittori giapponesi che hanno questo modo di scrivere particolare, ma la storia in sé non mi ha convinto troppo.

"Dicono che inserire in un romanzo dei sogni (veri o inventati) sia molto rischioso. Che sono pochi gli scrittori dotati del talento necessa-rio a ricreare, usando le parole, la struttura irrazionale dei sogni"