Il profumo delle foglie di limone - Enrica Budetta, Clara Sánchez Avevo sentito parlare parecchio di questo libro, quindi ero abbastanza curiosa di leggerlo. A pensarci ora però non ne avevo sentito parlare bene, ne avevo sentito parlare e basta quindi qualcosa doveva pur dire.
Il libro non è male a dirla tutta, però non capisco come mai abbia venduto così tanto e sia diventato questo fenomeno letterario. Lo stile di scrittura della Sànchez non è male, anche se a volte è troppo lineare mentre altre si perde in descrizioni filosofiche (anzi, forse dovrei direi psicologiche visto che è più una psicologa di una scrittrice lei) del male e del bene che possono essere piacevole da leggere le prime volte ma alla lunga annoiano.
I POV di Sandra erano troppo noiosi, almeno a me sono risultati davvero poco interessanti. A parte che una ragazza di 30 anni che praticamente neanche sa cos'è il nazismo è un pò una forzatura, ma comunque non sembra quasi avere un ruolo nella storia e la sua ingenuità da sui nervi. Tanto valeva mettere qualche POV dell'Anguilla, almeno avremmo visto la storia dal punto di vista del vecchietto che cerca vendetta e del poliziotto sotto copertura, avrebbe avuto più senso piuttosto che sentire le lagne di una donna incinta che in tutto questo non c'entra nulla no?

"In genere, nella vita normale, il bene e il male si confondono spesso, ma a Mauthausen il male era il male. In tutta la mia vita non sono mai incappato nel bene assoluto, ma posso dire di aver visto da dentro il male con la M maiuscola e la sua forza demolitrice."